C’era una volta il monopolio: salvo qualche rara deroga locale, ENEL produceva, trasmetteva e vendeva l’energia elettrica ovunque, ed ENI faceva lo stesso per il gas.

Poi vennero le lenzuolate di Bersani e Letta. Inizialmente solo i grossi clienti, poi via via tutti gli altri, hanno potuto scegliere autonomamente i propri fornitori: per tutti gli altri arrivò il mercato vincolato.

Infine a tutti venne data libertà di scelta, e il mercato vincolato dell’energia elettrica si divise: da una parte il servizio di Salvaguardia, dall’altra quello di Maggior Tutela.

Quest’ultimo era ed è tuttora destinato a tutti i clienti domestici, e alle PMI che rispettano contemporaneamente tre requisiti:

  • avere solo contatori in bassa tensione;
  • impiegare meno di 50 dipendenti;
  • fatturare non più di 10 milioni di Euro all’anno.

Se anche uno solo di questi requisiti non è rispettato, per l’impresa si spalancano le porte della Salvaguardia.

Nella Maggior Tutela il servizio è fornito dall’impresa locale a condizioni (sia contrattuali che economiche) stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI). In particolare, i prezzi vengono aggiornati alla fine di ogni trimestre per il trimestre successivo.

Per il mercato gas funziona in maniera analoga, con aggiornamento trimestrali dei prezzi da parte dell’AEEGSI per i clienti: tuttavia queste condizioni valgono solamente per i consumatori residenziali e i condomini a uso domestico con consumi fino a 200.000 metri cubi annui. Per tutti gli altri, non resta che il Mercato Libero.