Le direttive europee che regolano il mercato unico dell’energia prevedono la presenza di tariffe amministrate solo per un periodo transitorio. Non impongono comunque scadenze precise, che sono lasciate alle valutazioni dei singoli Stati.

Da oltre due anni il Parlamento sta discutendo il DDL Concorrenza che, tra le altre cose, prevede una data certa per la cessazione dei servizi di tutela per tutti i clienti. Nella versione approvata alla Camera dei Deputati, questa era prevista essere il 01/01/2018.

Tuttavia, il prolungarsi dei lavori al Senato hanno fatto slittare la data prima al 01/07/2018 e ora al 01/07/2019. Purtroppo, questo non è ancora il termine definitivo dal momento che il DDL deve essere approvato nuovamente senza modifiche alla Camera.

Cosa succederà senza la tutela

Le direttive europee prevedono due tipologie di tutela:

  • la tutela di fornitura;
  • la tutela di prezzo.

Per tutela di fornitura si intende la garanzia della continuità dell’erogazione di energia elettrica o gas a chiunque. Un meccanismo di questo tipo per i clienti di maggiori dimensioni è stato implementato ancora nel 20017 con l’introduzione del Servizio di Salvaguardia. Quindi anche con la piena liberalizzazione nessuno resterà d’improvviso senza luce o gas, anche se non sceglierà alcun fornitore sul mercato libero. Molto probabilmente, quest’inerzia però costerà cara, perché a tendere in questi mercati restano i clienti morosi o problematici.

La tutela di prezzo, invece, è quella che garantisce ai clienti inerti di avere un prezzo in linea con il mercato, anche senza effettuare alcuna scelta. Questo tipo di meccanismo è quello che, presumibilmente dal 2019, andrà a sparire.

Chi fornirà i clienti che non scelgono?

Le possibilità sono due:

  • continueranno a essere forniti dall’attuale esercente la maggior tutela;
  • verranno assegnati a un nuovo fornitore tramite aste competitive.

La prima ipotesi è quella meno impattante per i clienti. Tuttavia, c’è timore per le condizioni economiche che saranno applicate. Infatti, senza alcuna tariffa imposta non è detto che gli attuali fornitori approfitteranno dell’inerzia dei clienti per aumentare i prezzi.

Nel secondo caso, almeno inizialmente, è probabile che verranno garantiti prezzi ragionevoli. Infatti oggi in Italia risultano attive oltre 400 aziende fornitrici di luce e/o gas. Con un’asta competitiva ben organizzata, è improbabile che queste riescano a spartirsi il mercato a prezzi elevati. Piuttosto si faranno una forte concorrenza di prezzo per accaparrarsi i nuovi clienti che quindi potrebbero addirittura trovarsi prezzi migliori di oggi. Ad esempio nel 2008, nella prima asta per il Servizio di Salvaguardia, le due società che si aggiudicarono i vari lotti offrirono prezzi in alcuni casi addirittura sotto il costo all’ingrosso per poter aumentare il proprio parco clienti.

Quindi meglio non fare nulla?

Assolutamente no. L’inerzia è una strategia che paga solo nel breve termine, ma alla lunga porta solo fregature. Per la Salvaguardia, già la seconda e terza asta videro un sensibile incremento dei costi.

In un mercato così dinamico e con un così elevato numero di operatori, il consumatore attento ha quindi solo da guadagnare dalla concorrenza.

Purtroppo non è certo facile orientarsi tra la numerosità delle offerte, e neppure distinguere tra i “buoni” fornitori e i “pirati”. La scelta giusta può far risparmiare anche il 15-20% della bolletta, ma quella sbagliata può far spendere molto di più.

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