Bollette elettriche, il fallimento della libera concorrenza?

Qualche giorno fa, a seguito della pubblicazione dell’ultimo Rapporto di Monitoraggio Retail dell’AEEGSI e del relativo comunicato stampa, Repubblica ha pubblicato un articolo di Luca Pagni di cui abbiamo ripreso il titolo sentendoci in dovere di aggiungere un (grosso) punto interrogativo.

Purtroppo la necessaria sintesi di un lungo Rapporto di ben 153 pagine rischia di essere fuorviante, specie se abstract e comunicati stampa omettono alcuni importanti dettagli.

Scrive Pagni:

negli ultimi anni è addirittura accaduto che i consumatori siano tornati indietro, delusi dalla concorrenza nel settore e tornando sotto la “protezione” della tariffa fissata ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia

forse anche fuorviato dal comunicato stampa dell’AEEGSI che dice:

per i clienti domestici infatti il comportamento più comune è quello di rimanere o tornare nel servizio tutelato

In realtà, la tabella 4.8 a pag. 33 del Rapporto è abbastanza chiara:

Sia che lo si guardi tra i clienti attivi, che sul totale dei domestici, dalla tutela sono usciti più clienti di quelli che sono rientrati: il saldo è positivo rispettivamente del 2,9% e del 22,6%. Certo, come giustamente nota l’Autorità il trend è in calo: sempre meno clienti passano dalla tutela al mercato libero, e soprattutto andando a scorporare quelli che passano a un venditore collegato a un distributore il crollo è ancora più preoccupante.

Probabilmente i clienti più dinamici ormai hanno già fatto il salto, e quelli che restano sono indifferenti o diffidenti, anche a causa della difficoltà delle tariffe caricate di oneri fiscali e parafiscali, con la componente energia che ormai pesa poco più di un terzo del totale della bolletta (e meno del 30% considerando anche il canone RAI).

Non aiuta a sostenere la fiducia nel mercato libero l’elevato numero di uscite infragruppo dalla tutela: ben il 56% per l’elettrico e addirittura il 67% per il gas. Ricordo ancora quando nel 2007, appena reso possibile lo switch dei domestici, a mio padre l’incumbent locale mandò una comunicazione allegata alla bolletta di tutela con un modulo da compilare, rischiando di farlo spintaneamente aderire a un’offerta di mercato libero del 20% più cara. Fortunatamente già lavoravo nel settore e non fece nulla, ma quanti allora non se ne accorsero se non quando iniziarono ad arrivare bollette ben più alte? E nonostante sia trascorso un decennio, ancora oggi molti venditori con pochi scrupoli e molto pelo sullo stomaco non esitano a usare trucchetti simili per far stipulare contratti, avendo potuto sfruttare per anni la mancata applicazione delle normative sul brand unbundling.

A proposito di prezzi, Pagni cita nel suo articolo l’Autorità:

le rilevazioni relative alla spesa sostenuta dai clienti domestici sul mercato libero sembrano attestarsi su valori mediamente più elevati rispetto ai regimi di tutela

Non è disponibile la fonte della rilevazione né un dato quantitativo per capire meglio di cosa si parla, tuttavia facendo una semplice ricerca sul Trova Offerte si trovano dati interessanti (che abbiamo messo in condivisione sia per l’energia elettrica che per il gas naturale). Per entrambi i servizi, almeno la metà delle proposte caricate dagli operatori sono più convenienti della tariffa tutelata, e dalle analisi che stiamo facendo rilevando autonomamente i dati per i test dei nostri (quasi pronti) servizi di comparazione la percentuale è anche superiore.

In particolare, le offerte più convenienti presenti oggi sul Trova Offerte hanno un risparmio annuo di 113 € per il gas e di 48 € per l’energia elettrica, per un potenziale beneficio di 161 € all’anno. Se poi aggiungiamo che sulla Tutela Simile si trovano sconti sulla luce di oltre 100 €, chiunque con poco sforzo potrebbe trovarsi un tesoretto di quasi 230 €. Non cambieranno magari la vita, ma nemmeno fanno schifo.

Scrive ancora Pagni, con riferimento all’auspicata fine dei regimi di tutela nel 2018, che:

le tariffe saranno destinate a salire, almeno fino a quando gli operatori non cominceranno a farsi una guerra dei prezzi

Siamo sicuri che non sia già cominciata? Sul Trova Offerte si trovano risparmi del 19,4% per il gas e del 12,7% per l’elettrico, rispetto al totale della bolletta ante imposte. Se consideriamo che c’è una quota maggioritaria di oneri passanti, sulla parte di costo su cui può agire il fornitore lo sconto è del 47% sul gas e del 28% sulla luce. Sconto quest’ultimo che sale quasi al 70% considerando la miglior offerta di Tutela Simile.

Quindi forse è più un problema di pigrizia che di prezzo, la celeberrima capacitazione per utilizzare un (brutto) neologismo caro a qualcuno nel settore. Per ovviare a questo l’AEEGSI propone:

  • limitare il potere di mercato degli incumbent;
  • imporre offerte standard di mercato libero (non è un ossimoro?) agli operatori;
  • incentivi specifici per i clienti che scelgono via web;
  • fornire (con le modalità di Bolletta 2.0) i dati storici di consumo e potenza.

altrabolletta.it ha avviato il suo percorso perché ritiene che poco o nulla di tutto questo sia necessario (forse solo il primo punto, ma potrebbero bastare piccole modifiche alla normativa antitrust esistente e la loro ferrea applicazione). Per poter offrire servizi di valore riterremmo invece ben più utile:

  • predisporre uno schema di accreditamento volontario per i portali di comparazione ad esempio come esiste in Irlanda, senza tuttavia creare un nuovo inutile orpello burocratico;
  • favorire l’accesso ai dati di consumo ai portali di comparazione e alle associazioni dei consumatori in maniera più agevole, ad esempio aderendo alla Green Button Initiative o introducendo dei dataset dei dati fondamentali di consumi e prezzi scaricabili tramite QR pubblicato in bolletta.

Nient’altro.

Fa specie come lo stesso giorno della pubblicazione del Rapporto, su Linkiesta.it sia stato pubblicato un articolo di Fabrizio Patti in cui Andrea Pezzoli, direttore generale della concorrenza dell’Antitrust ha dichiarato:

un eccesso di protezione rischia di entrare in contraddizione con il buon funzionamento del processo competitivo

A ognuno trarre le proprie conclusioni